Come ci si difende in Italia dalle diffamazioni a mezzo Facebook

Se qualcuno crea un gruppo contro di noi, pubblica frasi offensive o crea profili falsi utilizzando la nostra identità è possibile sporgere querela anche personalmente, senza bisogno di un avvocato, direttamente all polizia postale o alla Procura della repubblica.

È bene sapere, però, che la querela deve essere ben articolata, contenere copia delle frasi offensive o illecite (per agevolare l'attività di indagine) ed eventuali dichiaraizoni testimoniali, oltre alla prova dei danni (anche economici) subiti. È possibile, poi, segnalare la pagina illecita o diffamatoria ai gestori di Facebook, chiedendone la rimozione.

Le indagini
Se l'utente si muove sotto falso nome o si cela dietro l'anonimato, i periti e la polizia postale, coordinati dal magistrato che conduce l'inchiesta, hanno bisogno di avere accesso ai server di Facebook, sui quale la pagina è stata creata, cercando così di individuare l'indirizzo IP dell'autore dell'illecito. La direzione di Facebook, quando c'è un indagine penale in corso, collabora con le forze dell'ordine per individuare tempestivamente gli autori degli illeciti. Facebook ha la sua sede operativa in California, ma nei suoi uffici europei ci sono referenti legali anche per l'Italia che si occupano proprio di mantenere i contatti con i magistrati e le forze dell'ordine. Attraverso questa collaborazione sono stati già individuati molti autori di diffamazioni a mezzo Facebook.

Come contattare Facebook
Se non c'è un'indagine penale in corso, tuttavia non è facile ottenere la rimozione di un contenuto diffamatorio o di un gruppo illecito. Da qualche anno Facebook ha una sede commerciale anche a Milano, nascosta dietro il massimo riserbo. Gli uffici italiani, infatti, sarebbero stati presi di mira non solo da molti candidati in cerca di lavoro, ma anche da aziende a caccia dei dati personali degli utenti. Tuttavia, la sede legale cui Facebook fa riferimento sarebbe in Irlanda, reperibile a questo indirizzo: Facebook Ireland Limited, Hanover Reach, 5-7 Hanover Quay, Dublin 2, Ireland.
Facebook interviene direttamente nei casi più gravi, quando ad esempio gli utenti creano pagine oscene o con incitamenti alla violenza. Negli altri casi, è bene sapere che, a tutela degli iscritti, scende in campo direttamente la direzione del social network, almeno quando siano stati commessi reati a mezzo Facebook.

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-07-09/come-difende-italia-diffamazioni-102656.shtml?uuid=AanakUmD

Maxitruffa informatica: Pec false dalle banche, svuotati migliaia di conti correnti online.

Banda di cybercriminali sgominata tra Abruzzo e Calabria dai carabinieri del comando provinciale di Messina. I militari hanno arrestato 5 p...